Questo è uno "schizzo" privo di senso e scritto di getto
con alcuni momenti di parodia per certi modi del romanzo americano contemporaneo
SCENA 1
L'ufficio e' completamente in legno,
come lo sono quelli rialzati nei capannoni,
dalle cui finestre si può vedere a colpo d'occhio tutta la fabbrica.
ma qui di finestre non ce ne sono.
Michael J. Korley,
Pat per gli amici
e' alla sua scrivania
assieme a maree di fogli
un penna stilografica
un accendino d'oro
una scatola di marlboro rosse
un portacenere
e due bicchieri
acqua con ghiaccio
uno
Linkwood 25 anni
l'altro.
tacchi su assi di legno
sente Dorothy bussare
-concitata-
Dorothy non e' mai
concitata
- Avanti !
- Signor Korley, Signor Korley, la polizia..
Pat sposta un poco la testa e getta un'occhiata oltre le spalle di Dorothy
e' Glen,
il fratello del vecchio Mikey
chissà che cazzo vuole.
La guarda in viso
- Lo faccia entrare
- Pat..
- Glen..
- Tutto a posto ?
...
e Maryon come sta ?
- Sta bene, grazie
- E Chuk e Nick anche loro bene ?
- Anche loro,
Chuk ha fatto il mese scorso il morbillo,
solite cose..
Nick ha appena cominciato la prima media
-la prima media !
era ieri che con tuo fratello Mikey
si andava al fiume a prendere le aringhe
guidava lui,
la vecchia chevy del corto
fino alla capanna di jeff
e mi diceva che stava per diventare zio per la seconda volta
e vostra madre era ancora viva
te le ricordi quelle aringhe ?
...
cosa posso fare per te Glen ?
- Pat,
hanno trovato un dito
- un dito ?
- hanno trovato un dito in un vasetto di maionese Turtaryella
- e allora ?
- come allora... ?
Pat..,
hanno trovato il dito di un bambino
in un vasetto della tua maionese Turtaryella
- e da me che vuoi ?
scusa Glen
ma se quel cazzo di dito
con tutto il rispetto per il bambino
si intende
se quel cazzo di dito l'avessi trovato nel lavandino
eh Glen ?
in un cazzo di lavandino
saresti andato da quei fottuti produttori di lavandini..
come cazzo si chiamano ?
conosci il nome di un produttore di lavandini ?
- No, non ne conosco
- Saresti andato da loro eh ?
- No Pat, non credo che ci sarei andato
- Bravo,
e se gli fosse caduto nel cesso eh ?
il piccolo e' li che se lo spupazza un po', e nella foga
swosh
gli si stacca un dito
e gli finisce dritto dritto nel cesso
eh ?
- E' il dito del piccolo Andy,
il figlio dei Fogarty, gli irlandesi della 25° che gestiscono il pub dove andava sempre
Smithy,
ricordi ?
il padre deve aver fatto un casino
e allora
via il ditino al piccolo
e lo mettono nel vasetto, chiuso, capisci ?
della tua maionese e lo consegnano alla famiglia
gentili vero ?
- No cazzo dico io
e se lo mettevano nel tonno ?
- Ascoltami Pat,
il barattolo era chiuso,
sigillato.
SCENA 2
Si rimette a scrivere
poco dopo
avvicina lentamente la mano sinistra all'elenco del telefono
lo afferra di scatto
alza la testa
e lo getta contro la porta.
Si rimette a scrivere.
Alcuni secondi
Dorothy entra
raccoglie il volume senza quasi cercarlo
lo poggia
allineandolo
sul tavolo
- Cosa posso fare Signor Korley ?
- Non voglio essere disturbato
da nessuno
si guardano negli occhi
- da nessuno esatto
esce chiudendosi educatamente la porta dietro.
si guarda d'intorno
mette sul tavolo una bustina
di carta
pochi centimetri
la apre
ne scivola polvere bianca sul tavolo
la schiaccia ripetutamente con l'accendino
prende un tessera con cui
la sminuzza, suddivide in righe
arrotola 50 dollari se li infila nel naso
si piega sul tavolo
e tira su'
alza la testa
si rituffa
tira su'
passi su assi di legno
tira su'
alza la testa
Dorothy bussa
cazzo !
tira su',
- un momento !
cazzo !
si rituffa sul tavolo
tira su'
infila tutto in tasca
passa il dito sul tavolo
se lo infila nel naso tira su'
prende in mano la penna
- Avanti !
la penna trema.
Dorothy si ferma ad osservarlo
suda
suda vistosamente
le butta li' un
- Dorothy !
- C'e' la signorina Lowrence
quasi bisbigliando
SCENA 3
Cathrina Lowrence ha vestiti firmati
e modi griffati
in essenziali tagli di nero armani siede
sulla terrazza di uno dei più esclusivi locali della città
il gomito poggiato sulle gambe accavallate
la mano
poggia aggraziata il bocchino d'avorio al portacenere
mentre
il fumo si lascia dietro quei candidi denti
per sfiorare voluttuoso il costoso rossetto
John Fogar Darren
si infila all'ultimo nell'ascensore
c'è calca
sono le sette
tutti salgono alla terrazza più esclusiva della città per un aperitivo
John Fogar Darren, quattordici anni spesi in galera
si domanda cosa cazzo voglia dire esclusivo
tutti
nell'ascensore
lo guardano
tutti
in quell'ascensore
lo temono
terzo piano
Nell'ascensore parlano tra loro della giornata
i più bisbigliano
settimo piano
molti continuano a fissarlo
John Fogar Darren ha capelli stoppacciosi e sporchi, una barba di tre giorni,
alcune vistose escoriazioni in volto
il resto e' avvolto in lungo cappotto di pelle alla cui estremità spuntano due stivali.
e puzza
terribilmente
ci sono molte cose che John Fogar Darren non sopporta.
essere fissato e' una di queste.
- Qualcuno di voi ha qualche problema !?
grida guardando fisso le porte chiuse.
silenzio
poi piccoli bisbigli -di donne- che gli uomini tacciono.
tredicesimo piano
alcuni scendono.
venticinquesimo.
terrazza
musica
uguale a quella dell'ascensore.
buttafuori
totalizza il punteggio più basso che si possa totalizzare con un buttafuori
tanto che questi quasi non ci crede
- Credo che tu abbia sbagliato piano amico...
John Fogar Darren gli pianta la mano aperta in petto e lo sposta come fosse nulla
con la destra estrae una Smith&Wesson calibro 45 e procede a passo spedito
non deve neanche farsi largo
che la gente si sposta effetto mar rosso i dieci comandamenti
arriva alla fine della terrazza
alza la pistola
mira
tre colpi
alla testa
tre colpi
al petto
butta la pistola
si volta estrae una Beretta Cougar F inox per mano
si dirige a passi spediti all'uscita
spara a quattro persone a caso
al buttafuori
volutamente
ed entra in ascensore.
Non aveva mai sparato a niente di così bello
si accende una sigaretta
avrebbe dovuto chiedere più soldi
molti più soldi.
terzo piano
blocca l'ascensore
esce
uscita d'emergenza
scale antincendio
- Come era bella
quattromilacinquecentodollari...
- avrei dovuto chiedere più soldi.
SCENA 4
il sole si poggia infreddolito sui tetti
nel tramonto di novembre
di sfondo a piccioni che s'incendiano
di colori
loro che hanno il colore della strada
Corley Mc Gregor, dodici anni, lentiggini e capelli rossi
gioca da solo dietro la casa degli Hewans.
La via e' chiusa e la gente ci porta spesso cose, soprattutto a notte
che il mattino dopo ti svegli e c'è persino una barca
giuro
una barca con un buco coi', ma una barca
o una macchina bruciata
frigoriferi
nei suoi piccoli calzoni corti
schivando ma non troppo le pozze
Corley ci si aggira nei suoi grandi occhi accesi
immerso in chissà quale sogno.
si china
scosta in un suono sordo un telo
di quelli di plastica spessa spessa e mica troppo trasparenti,
con le borchie di metallo ai lati
ne scende
da un lato dell'acqua scura
fa' una salto indietro
col cuore in gola
- Signora Hewans, Signora Hewans
si mette a gridare
- c'è un morto, c'è un morto !
Il detective Glen Mitchel ci mise meno di un minuto a riconoscere nel morto John Fogar Darren
- Miller, ma puzza così perché e' già in decomposizione ?
- No, no puzza così di suo, l'hanno ucciso che sarà un'ora capo
- ...e' quello il ragazzo ?
- Ciao Corley, sono il detective Glen
posso farti qualche domanda...
vuoi fare un giro sulla macchina della polizia ?
- col cazzo che ci salgo sulla tua macchina, che poi mi sodomizzate
- Ho capito.
Si rialza, impartisce una serie di direttive quali chiudere l'area e interrogare vicini
coi bambini non ci sapeva proprio fare
neppure coi suoi
da quando Muriel era morta poi
ormai erano cinque anni e le cose andavano sempre peggio.
ormai il piccolo Tim non lo adorava più
per lui era più il suo campione
come quando li caricava sulla vecchia mustang del 63
quella che lo zio Corley gli aveva lasciato in punto di morte
e li portava giù per la statale 36
guidando tutta la notte
arrivando all'alba al vecchio capanno sul lago
che c'erano voluti cinque anni di duri lavori per renderlo così
e poi ci si tuffava e stava in acqua tutto il giorno
e al tramonto sotto la veranda
l'odore dei cedri e profumi di fiori indiani
e tutti e quattro a bere quei caldi te speziati
che Muriel preparava con tanto amore
Il piccolo Dan ci buttava dentro i biscotti della nonna Luise
che allora ancora li faceva buoni; che ancora non sapeva che di li' a poco la malattia l'avrebbe presa e costretta in clinica.
e ne allungava a volte qualcuno a Tim, il Labrador dei Warren, che spesso tenevamo l'estate.
- E' lui, e' lui
- ?
- Le pistole Capo, e' lui che ha ucciso Cathrina Lowrence e quegli altri tre alla terrazza.
SCENA 5
Michael J. Korley guarda fuori dalla finestra aperta.
ha smesso di piovere
e come e' tersa l'aria dopo che ha piovuto.
poggia il bicchiere sul davanzale
il sole sta tramontando, Dorothy e' gia' andata a casa
e fra poco verranno a prenderlo.
si accende un sigaro
con quest'aria e' particolarmente buono
glie li fa avere Kurt, l'inglese che lavora in dogana
lui
qualche anno fa
ha fatto entrare il suo ragazzo a YALE e da allora
ogni anno
gli manda i sigari.
La canna della 7.65 gli sfiora il palato
mentre i denti
ne sentono il freddo del metallo
contrae
un poco l'indice
pensa a Cathrina
contrae un poco l'indice.
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