Buio.
Feti in decomposizione nuotano a rana
nel secco stagno della bocca.
Mi sputo in mano una scheggia di dente
che rigiro tra il pollice e l’indice
come muco del naso
come fosse la forma di un pensiero
ma e’ altro.
E’ pezzo di corpo che abbandona la nave.
Dal letto odore di sesso e corpo.
Il tempo di capire.
Dove, da quando.
Allungo a caso una mano
cadono cose e bottiglie.
afferro un’ora.
Le apro sopra un occhio che frigge come un vecchia insegna al neon.
zerocinquequarantacinque.
Fantastico
e ora che cazzo faccio ?
Scosto la sindone di sporco e mesi
un’odore di piedi mi investe.
Una mano a ravanare nei coglioni, sciabatto
a piedi scalzi
sino al cesso
che centro a luce spenta in buona parte
Oltre il vetro la citta’
poche finestre illuminate
e immagino quelle esistenze sveglie
tra me e loro
il gelo e la nebbia di novembre
sotto i primi bus spostano a peso morto impiegati
e la citta’ ‘fanculo si sveglia.
Accendo il cellulare
Dolore
la pupilla si appallottola in se stessa
come un polpo nella tana
ma la luce arriva
e mi investe in piena faccia
il fritto del monitor.
compare una busta
curioso
qualcuno mi ha cercato
curioso
qualcuno ancora mi cerca.
Lo rispengo.
Infilo delle calze con la forma del piede stampata
pressofusa dal sudore incartapecorito.
cerco tra le lenzuola il golf
che cazzo se fa freddo.
La caffettiera borbotta
spandendo profumo.
Scrosciare d’acqua
calda
le infilo sotto la tazza
e a bolle, a croste e a melma
se ne distacca la croppa
del giorno prima
ne fisso catatonico il fondo
finche’ riemerge
dagli anni una scritta
made in..
aiuto con un dito a recuperare il manufatto
..scotland
E’ cilindrica e non spanciata e larga
come le tazze per i biscotti
Ha azzurre spirali celtiche e draghi
e il peso
dei vent’anni che avevo.
Ne svuoto dentro l’intera caffettiera che la riempie per meta’
il resto acqua sino al bordo
un cucchiaio
da minestra di zucchero
Accendo il lettore,
mi rimetto alla finestra e fumo la mia prima sigaretta.
La voce di Cathy Battistessa carezza la stanza
e qualche brivido mi percorre.
Mentre la paranoia gia’ mi possiede.
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